La Standing Rock Sioux Tribe vince in tribunale dopo quattro anni di lotta contro il Serpente Nero

Ieri, 25 marzo 2020, il giudice federale della United States District Court for the District of Columbia ha annullato i permessi che furono concessi dal Corpo degli Ingegneri dell’Esercito degli Stati Uniti per far passare il Dakota Access Pipeline sotto il fiume Missouri-lago Ohae, pochi chilometri a nord della riserva di Standing Rock.

La Tribù Sioux di Standing Rock, non ha mai pensato di arretrare dalla lotta per proteggere la propria terra dalla possibile fuoriuscita di petrolio dal Dakota Access Pipeline nel fiume Missouri. Un’eventualità che causerebbe danni immensi allo stile di vita della tribù, alla salute dei suoi membri e all’ambiente fluviale. Ogni anno, dal 2016, il Consiglio tribale ha votato all’unanimità per continuare la battaglia legale contro l’oleodotto, che trasporta 600.000 barili di petrolio greggio al giorno sotto il Missouri.

La Tribù si è avvalsa della consulenza legale di Earthjustice che è un’organizzazione di diritto ambientale senza scopo di lucro che opera per proteggere la salute delle persone, preservare la fauna selvatica, promuovere l’energia pulita e combattere i cambiamenti climatici.

Il Tribunale federale ha preso la sua decisione dopo avere accertato che il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito non considerò gli impatti sulla salute della Tribù e sull’ambiente all’interno della riserva di Standing Rock in caso di una rottura dell’oleodotto e della conseguente fuoriuscita di petrolio. Il Tribunale ha ordinato al Corpo di effettuare una valutazione di impatto ambientale completa, tenendo conto delle osservazioni della Tribù, e ha anche chiesto alle parti di valutare se nel frattempo la conduttura deve essere chiusa.

La Tribù iniziò a opporsi al DAPL a partire dall’aprile 2016, quando si venne a sapere che erano iniziati i lavori di costruzione dell’oleodotto. Ci fu un’imponente mobilitazione di centinaia di tribù, migliaia di militanti indiani e di associazioni di tutto il mondo. Nel 2016, difendendo il territorio di Standing Rock dal DAPL, la Tribù ha attirato l’attenzione del mondo, contribuendo a dare origine a un movimento globale di resistenza indigena contro nuovi progetti d’infrastrutture legate ai combustibili fossili. La lotta fu condotta fin dall’inizio anche nelle aule di giustizia, con vittorie e battute d’arresto.

Nel dicembre 2016, l’amministrazione Obama bloccò la costruzione dell’oleodotto, ma il presidente Trump, appena eletto, come suo primo atto da presidente degli Stati Uniti, annullò l’ordine esecutivo di Obama. Anche dopo che un giudice federale, alla fine del 2017, ordinò all’Esercito di prendere in considerazione le critiche della Tribù, la costruzione fu continuata e portata a termine.

L’udienza che ha visto le tesi di Standing Rock prevalere ha avuto luogo nonostante la pandemia di COVID-19 e si è tenuta in teleconferenza. La Tribù si sta ora preparando a sostenere che, mentre l’Esercito completa la sua revisione della valutazione d’impatto ambientale, il DAPL dovrebbe essere chiuso.