La tribù Ponca contro il fracking

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L’Oklahoma è stata definita una “zona di sacrificio nazionale” degli Stati Uniti a causa degli eccessi dell’industria del petrolio e del gas che vi hanno realizzato enormi infrastrutture per l’estrazione e la trasformazione di combustibili fossili. In particolare la tecnica del fracking, cioè l’estrazione di petrolio e gas contenuto all’interno delle rocce o dei sedimenti sabbiosi per mezzo dell’iniezione di solventi chimici misti ad acqua ad alta pressione, sta provocando gravi danni all’ambiente e alle persone che abitano i territori dove tale tecnica è utilizzata. Continua a leggere

Continua la lotta per salvare le lingue indiane

Per molti anni, l’anziana Kiowa Dorothy Whitehorse DeLaune ha lavorato con membri tribali e studiosi di studi nativi per sostenere la lingua, la cultura e la storia del Kiowa. La gente la chiama ogni settimana con domande su come dire qualcosa nella lingua Kiowa. Passa il tempo a leggere e ricordare tutto ciò che può in modo da poterlo condividerlo con le giovani generazioni. “Dobbiamo sbrigarci, prima che sia troppo tardi”, dice. “C’è molto lavoro da fare e non molti di noi sono ancora in grado di farlo”.

È stato il sogno di Dorothy di creare uno spazio pubblico online per ospitare la conoscenza culturale Kiowa custodita da questa generazione di anziani. “Siamo davvero gli ultimi allevati da parlanti fluenti che hanno ancora un forte legame con la cultura tradizionale. Abbiamo imparato direttamente da loro. “

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Non c’è pace per il lupo

Lo United States Fish and Wildlife Service (FWS) è una agenzia del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti che si occupa della gestione e conservazione della fauna selvatica.Secondo le sue stime circa 5000 lupi grigi e non più di 300 lupi grigi messicani sono oggi presenti negli Stati Uniti. Ciò si deve al fatto che nel 1978, quando solo meno di 1000 lupi erano sopravvissuti allo sterminio dei secoli precedenti, la specie fu dichiarata protetta. Lo scorso 9 marzo, in occasione della conferenza annuale sulla fauna selvatica e le risorse naturali del nord America, David Bernhardt, segretario ad interim del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti, ha detto ai responsabili della fauna selvatica degli stati, riuniti a Denver in Colorado, che il Dipartimento dell’Interno proporrà di rimuovere lo status di specie a rischio di estinzione dei lupi grigi. “Le nostre priorità sono le priorità del presidente”, ha detto Bernhardt nel suo discorso. “Molti dei nostri esperti ritengono che il lupo non abbia più bisogno delle protezioni previste dalla legge sulle specie in via di estinzione”. Continua a leggere

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Gli esperti delle Nazioni Unite sono preoccupati per le nuove norme italiane anti immigrati

Pubblichiamo la traduzione del comunicato stampa del 21 novembre 2018 emesso dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

GINEVRA (21 novembre 2018) – Gli esperti (Relatori Speciali) delle Nazioni Unite per i diritti umani * hanno detto che l’Italia ha proposto di inasprire le norme sull’immigrazione avrà un grave impatto sulla vita dei migranti e sono di grave preoccupazione, invitando il governo a invertire la rotta.

“L’abolizione dello status di protezione umanitaria, l’esclusione dei richiedenti asilo dall’accesso ai centri di accoglienza incentrati sull’inclusione sociale e la durata prolungata della detenzione nei centri di rimpatrio e negli hotspot minano fondamentalmente i principi internazionali dei diritti umani e condurranno certamente alla violazioni di diritti umani previsti dalla legge internazionale”, hanno detto gli esperti indipendenti.

Il 7 novembre, il Senato italiano ha convertito in legge il decreto sull’immigrazione e la sicurezza, che dovrebbe essere approvato alla fine del mese dalla Camera dei Deputati, la camera bassa del parlamento. Da quando è entrato in carica nel giugno 2018, il nuovo governo italiano ha implementato le misure anti-migranti che ne favoriscono l’esclusione che aveva promesso. “La rimozione delle misure di protezione per potenzialmente migliaia di migranti e la limitazione della loro capacità di regolarizzare la loro permanenza in Italia aumenterà la loro vulnerabilità agli attacchi e allo sfruttamento. Saranno maggiormente a rischio di cadere in mano ai trafficanti e altri gruppi criminali e molti non avranno i mezzi per soddisfare i loro bisogni di base con mezzi leciti. Continua a leggere

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Quando la Natura ci Dice: Basta!

In occasione della giornata chiamata “M’illumino di Meno” e dell’ennesimo dei “Fridays for Future” che vede protagonisti ragazzi di tutti i paesi europei che lottano per salvare il pianeta dagli effetti nefasti del modello di sviluppo fin qui seguito, riceviamo e volentieri pubblichiamo un interessante e articolato contributo di Giovanni Panza.

Quando la Natura ci Dice:  Basta! 

Sappiamo Solo Arrabbiarci?

Disastri climatici, scienze naturali e popolazioni indigene

Elementi per una filosofia non antropocentrica e una religiosità integrata basate nella natura

di Giovanni Panza

 

Introduzione

Questo pianeta blu, o minuscolo pianetuccolo sperduto tra miliardi di miliardi di galassie disabitate, è in crisi, sta male e tra un attimo potrebbe rendere la vita dei grandi mammiferi impossibile.  Comuni cittadini, imprenditori economici, operatori finanziari e governi sembrano fregarsene, spesso non ci credono o lo negano, o reagiscono con rabbia agli allarmi.

I paradigmi delle civiltà attuali sembrano impedirci di capire che siamo in pericolo e non riescono ad immaginarsi modelli economici e comportamentali diversi.  Tutte le grandi religioni e le ideologie politiche del 900 sono responsabili di aver causato il disastro ambientale in cui ci troviamo oggi, perché hanno sempre messo l’uomo al centro ed al di sopra di tutto il resto.

Che fare è già conosciuto e tanti eccellenti donne e uomini continuano a dircelo da tempo.  Il vero problema è che siamo bloccati dal vedere oltre i nostri bisogni personali e le nostre ambizioni di gruppi sociali.  Forse, se riuscissimo a ribaltare il nostro modo di vederci nel mondo, nell’universo e nella storia, potremmo riuscire a spezzare questa impasse suicida.  Per riuscire a farlo dobbiamo aprirci a tutta la conoscenza umana che va in questa direzione, senza alcun provincialismo.

In questa sfida le invenzioni tecnologiche del terzo millennio, per quanto strabilianti, non ci saranno di grande aiuto.  La nuova tecnologia ha migliorato la comunicazione ma non il pensiero;  ci salva da tante malattie, ma in una biosfera al collasso ci estingueremmo anche se sani;  ha reso più efficienti le armi e questo non è uno scherzo;  l’intelligenza artificiale si sta evolvendo cosi velocemente e con tale potenza che è molto probabile che finirà nelle mani di multinazionali e tiranni che la useranno contro di noi;  forse qualcuno riuscirà a traslocare su altri pianeti più inospitali del deserto per vivere come romiti in bunker sotterranei, ma non certo otto a dieci miliardi di umani entro qualche secolo o prima. Continua a leggere

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