I bisonti tornano a Rosebud

Foto: M. Galanti

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La Rosebud Sioux Tribe, attraverso il suo braccio economico, la Rosebud Economic Development Corporation (REDCO), ha avviato un progetto per la creazione di un nuovo branco di bisonti di pianura. La tribù lo farà impegnando 11.300 ettari di prateria col la capacità di supportare 1.500 animali. La Wolakota Buffalo Range diventerà la più grande mandria di bisonti di proprietà e gestione dei Nativi Americani.

Il progetto della tribù è stato avviato in collaborazione col WWF e con il supporto del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti. Nei prossimi cinque anni, il Dipartimento degli Interni invierà centinaia di bisonti provenienti da mandrie gestite a livello federale nello spazio di nuova creazione. Il primo trasferimento di bisonti avrà luogo in autunno. Questa mandria aumenterà il numero complessivo di bisonti di proprietà di nativi americani del 7%.

Negli ultimi cinque anni, il WWF ha investito oltre 2,2 milioni di dollari per la creazione o l’accrescimento di mandrie di bisonti nelle comunità indigene delle Grandi Pianure settentrionali. L’obiettivo del WWF è di creare 5 branchi di almeno 1.000 bisonti ciascuno nelle Grandi Pianure settentrionali entro il 2025.

Per i Lakota di Rosebud, questo è un ritorno alla storia e alla tradizione. Questo il progetto si inserisce in altre nuove iniziative in corso su questa riserva. L’anno prossimo aprirà la prima scuola d’immersione totale in lingua lakota. I suoi studenti potranno visitare la mandria di bisonti come parte della loro educazione, in un’interazione significativa che collegherà il loro passato al loro futuro.P1100814

Il Wolakota Rigenerative Buffalo Range e Wildlife Sanctuary di Rosebud potrà:

1) Fornire opportunità culturali rivitalizzando il rapporto dei Lakota con un animale che è radicato nella storia, nella cultura e nell’educazione tribale;

2) Avviare la rigenerazione ambientale migliorando la salute e la resilienza dell’ecosistema della prateria originaria dei Sandhills;

3) Combattere i cambiamenti climatici aumentando il sequestro del carbonio, riducendo così i gas serra atmosferici e

4) Rafforzare la sovranità alimentare migliorando l’accesso a carni fresche, salutari e sostenibili;

5) Creare opportunità economiche fornendo posti di lavoro.

Foto: M. Galanti

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