HAWAI’I – A Mauna Kea riemerge una storia oscura

Oramai dimenticate da tutti, dal passato riemergono le storie dei prigionieri politici hawaiani del 1895. Lo storico Ron Williams Jr. stava setacciando gli archivi della magistratura hawaiana quando si è imbattuto casualmente in un libro pieno di fotografie della fine del 1800 ed etichettato come “prigionieri politici”.

PoliticalPrisoners_1895

Un po’ più di un secolo fa, esisteva il Regno indipendente delle Hawai’i, con una società strutturata da un sofisticato sistema legale e religioso, e governato da monarchi di dinastie antiche. Molte delle principali nazioni del mondo inviarono i loro emissari in questo regno e stabilirono ambasciate nella sua capitale.

Nel giro di pochi decenni, un gruppo di uomini d’affari americani riuscì a rovesciare questa legittima monarchia e a imprigionarne la regina, a rubare la terra al popolo, e a dichiararsi padroni della nazione.

Lilioukalani, ultima regina del Regno, era determinata lottare con i suoi sudditi, oramai ridotti a soli 40.000 dagli 800.000 di un secolo prima. Nacque un movimento di resistenza che fu represso nel sangue. La regina fu arrestata, condannata, e confinata nel suo palazzo, da dove non potè uscire per molti anni. I marines americani imposero con le baionette un nuovo governo. Poi, del tutto illegittimamente questo regno diventò uno Stato degli Stati Uniti.

Lo storico Ron Williams pensò che le foto ritrovate fossero quelle dei partigiani della monarchia hawaiana che avevano preso le armi per riportare la regina Liliʻuokalani al trono. Alcune lo erano, ma è risultato che la maggioranza delle foto sono di persone che furono arrestate in seguito, semplicemente perché erano sostenitori della regina. Circa 370 uomini e donne dai 13 ai 77 anni furono arrestati dopo la fine  di quella che per gli Hawaiani è Kāua Kūloko, la Guerra Civile, del 1895.

La battaglia tra i partigiani lealisti e la nuova Repubblica delle Hawaii durò solo una settimana e si concluse con molti morti e l’arresto di circa 100 persone che avevano appoggiato Liliʻuokalani.

Ma poi la Repubblica decise di perseguire anche coloro che avevano in qualsiasi modo sostenuto quella resistenza o comunque che parteggiavano per la regina. Così furono arrestati tutti gli hawaiani più in vista: gli avvocati, i giudici, gli scrittori, insieme a molta altre a gente. Li accusarono di cospirazione, tradimento e così via. La maggior parte di questi prigionieri politici furono condannati a decenni di prigione ai lavori forzati, e sette di loro furono condannati a morte per impiccagione. A quel punto, la Repubblica andò dalla Regina e le offrì un accordo. Le proposero di commutare le condanne a morte in 30 anni di prigione, se avesse accettato di abdicare al trono. Se non lo avesse fatto, quegli uomini sarebbero morti. E la Regina, sotto costrizione, abdicò.

Arrestato all'età di 13 anni, questo è il più giovane dei prigionieri politici del 1885. Si chiamava Kalua.

Arrestato all’età di 13 anni, questo è il più giovane dei prigionieri politici del 1885. Si chiamava Kalua.

Una delle prime storie che sono state ricostruite da Ron Williams è quella di un giudice hawaiano di Maui, William Henry Daniels, che era titolare della Maui Fruit & Taro Co. Aveva dieci figli e i suoi affari andavano abbastanza bene. Ma era un esempio del tipo di hawaiani che la Repubblica non poteva permettersi di far esistere perché dava ai nativi qualcuno in cui riconoscersi perché era un uomo di successo ed era un sostenitore della regina. Il giudice Daniels rifiutò di prestare giuramento di fedeltà al nuovo governo repubblicano. Trascorse quattro mesi in prigione e finì per fallire. Quando uscì di prigione, non aveva più nulla e nemmeno riuscì a trovare un lavoro. Così, circa un anno e mezzo dopo la fine della prigionia, si è tolse la vita.

Lo storico Williams sta tentando di ricostruire le storie delle altre persone nelle foto. Ma sono centinaia. Sarà un lungo lavoro.

Tratto da Hawai’i Public radio.

Articolo originale di:

KU`UWEHI HIRAISHI

del 28 OTTOBRE 2019

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