Non c’è pace per il lupo

Lo United States Fish and Wildlife Service (FWS) è una agenzia del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti che si occupa della gestione e conservazione della fauna selvatica.Secondo le sue stime circa 5000 lupi grigi e non più di 300 lupi grigi messicani sono oggi presenti negli Stati Uniti. Ciò si deve al fatto che nel 1978, quando solo meno di 1000 lupi erano sopravvissuti allo sterminio dei secoli precedenti, la specie fu dichiarata protetta. Lo scorso 9 marzo, in occasione della conferenza annuale sulla fauna selvatica e le risorse naturali del nord America, David Bernhardt, segretario ad interim del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti, ha detto ai responsabili della fauna selvatica degli stati, riuniti a Denver in Colorado, che il Dipartimento dell’Interno proporrà di rimuovere lo status di specie a rischio di estinzione dei lupi grigi. “Le nostre priorità sono le priorità del presidente”, ha detto Bernhardt nel suo discorso. “Molti dei nostri esperti ritengono che il lupo non abbia più bisogno delle protezioni previste dalla legge sulle specie in via di estinzione”.

Questa notizia ha allertato, oltre alle associazioni che operano in difesa della fauna selvatica e dell’ambiente, anche gli Ojibwa. Il lupo grigio, ma’iingannella loro lingua, è uno dei simboli più riveriti all’interno del sistema dei clan Ojibwa e ha uno status speciale. Secondo la tradizione, all’inizio dei tempi i lupi furono incaricati dal Creatore di camminare con gli Ojibwa come fossero fratelli per poi separarli dopo che insieme avevano viaggiato sulla terra per conoscere e dare un nome a tutte le creature viventi, piante e animali.maiingan_rabbett_strickland_sm-2

I lupi grigi svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere in salute le popolazioni di mammiferi come cervi e alci e proteggono gli habitat dal pascolo eccessivo. Nel Parco Nazionale di Yellowstone, dove i lupi sono protetti, gli impatti positivi sulla protezione degli habitat naturali, sulla vegetazione, sugli uccelli e anche sui pesci, sono stati vasti e profondi, come confermano tutti gli studi più recenti.

Non è la prima volta che gli Stati Uniti tentano di eliminare il lupo grigi dall’elenco delle specie protette. Nel 2012, in gran parte degli Stati Uniti, dopo la sua esclusione dalla lista delle specie a rischio di estinzione, diversi stati hanno legalizzato la caccia al lupo nell’ambito dei loro programmi di gestione della fauna selvatica e della protezione del bestiame. Ciò creò molti conflitti tra popolazioni indigene e non indigene specialmente nella regione dei Grandi Laghi. Dopo un ricorso legale presentato da molte organizzazioni ambientaliste e da alcune tribù il lupo fu riammesso nell’elenco delle specie a rischio. Nel 2015, un membro del Congresso propose, senza successo, una legge per rimuovere i lupi grigi dalla protezione dell’Endangered Species Act (ESA) limitatamente alla regione dei Grandi Laghi. Ciò provocò di nuovo la reazione della nazione Ojibwa che rammentò lo stretto legame religioso fra quel popolo e il popolo dei lupi grigi. Richiamandosi al Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che stabilisce che: “Il Congresso non farà alcuna legge relativa allo stabilimento di una religione o che ne proibisca il libero esercizio; …” gli Ojibwa evidenziarono che danneggiare i lupi grigi equivale a limitare il libero esercizio della religione degli Ojibwa.

Grey Wolf (Canis lupus), in forest, captive, USA

MG

 

 

 

 

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