Eventi ottobre 2018

Dopo molti mesi di lavori preparatori, il mese di ottobre 2018 ha visto concludersi con successo le attività che l’Associazione Il Cerchio aveva programmato.

La mattina di venerdì 26 ottobre si è tenuta a Ravenna la celebrazione del ventennale dell’inaugurazione del Parco Sand Creek, un parco cittadino dedicato alla memoria del genocidio dei Nativi Americani a simboleggiare il quale fu scelto il massacro di Cheyenne e Arapaho avvenuto, il 29 novembre 1864, al torrente Sand Creek, nell’allora territorio del Colorado. Con l’occasione il Comune di Ravenna ha provveduto al completo rinnovo del percorso didattico presente.

Su invito dell’Associazione Il Cerchio, la Cheyenne and Arapaho Tribes dell’Oklahoma ha scelto di farsi rappresentare da Nathan L. Hart, figlio di uno dei 44 capi della tribù dei Cheyenne meridionali, direttore dei programmi di sviluppo economico della tribù e artista, nonché discendente diretto di uno dei sopravvissuti al massacro.

Quel venerdì mattina, al parco, alla presenza di due classi del terzo anno della scuola media Corrado Ricci, dei loro insegnanti e di altre persone interessate, l’Assessore all’Ambiente e al verde pubblico Gianandrea Baroncini ha ricordato il costante impegno del comune di Ravenna nella promozione del rispetto delle diverse culture e l’importanza di coltivare la memoria di eventi tragici come il genocidio quale momento essenziale di promozione di una cultura di pace per le giovani generazioni.

Massimiliano Galanti, per l’Associazione Il Cerchio, ha ricordato che la sconfitta del nazifascismo e la liberazione dell’Italia sono state possibili anche grazie al sacrificio e alla morte di molti Aboriginal Soldiers canadesi arruolati nei ranghi dell’VIII Armata britannica e di molti American Indians arruolati nella V Armata statunitense che parteciparono alla Campagna d’Italia del 1943-45.

Nathan L. Hart ha celebrato una breve e commovente cerimonia tradizionale, che ha, nella sua parte terminale, coinvolto anche gli studenti e il pubblico presente, con cui ha rinnovato la benedizione del suolo del Parco Sand Creek che venti anni fa fu fatta dal capo Cheyenne Rollin Haag.

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Al Parco Sand Creek, Ravenna. Da sinistra: Erwin Aguas Deumacan e la figlia, Giovanni Panza, Nathan L. Hart, Gianandrea Baroncini, Massimiliano Galanti

Sempre venerdì 26 ottobre, alle ore 21, presso l’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo si è tenuta la proiezione del film “La terra degli uomini rossi” di Marco Bechis, che è stata preceduta da un videomessaggio inviato appositamente dal regista.

Il giorno seguente, sabato 27 ottobre, presso l’Auditorium di Alzano Lombardo, si è svolta la 10a edizione di eVenti Nativi. Il convegno, in due sessioni, dal titolo “Diritti della Natura, degli Indigeni e dell’umanità” ha visto la partecipazione di sei relatori: Alba Monti (antropologa), Erwin Aguas Deumacan (insegnante Mapuche), Francesca Casella (Survival), Giorgio Fornoni (regista), Nathan Hart (direttore dei programmi di sviluppo economico della Cheyenne and Arapaho Tribes), Silvia Bagni (Professoressa dell’Università di Bologna). Era presente un folto pubblico composto in prevalenza di studenti delle scuole superiori e dai loro insegnanti.

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All’Auditorium di Alzano Lombardo

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All’Auditorium di Alzano Lombardo

Alba Monti ha tenuto una lezione sui diritti dei popoli nativi iniziando dalla loro più grande negazione, quella del diritto all’esistenza. Ha fatto gli esempi dei popoli nativi della Patagonia e della Terra del Fuoco, e dello sterminio degli Herero, compiuto dai soldati tedeschi in Namibia tra il 1904 e il 1907 che è considerato da alcuni storici il primo genocidio del Novecento, e che è stato il modello cui, in seguito, si è ispirato il sistema di sterminio messo in atto dal nazismo.

Erwin Aguas Deumacan ha parlato della cosmo visione Mapuche, dei processi di colonizzazione dei loro territori, delle lotte del suo popolo per riappropriarsi delle terre rubate durante le varie fasi del processo coloniale e neo-coloniale, nonché dell’importanza di riappropriarsi della lingua e delle tradizioni che il colonialismo ha messo in pericolo.

Francesca Casella ha illustrato le attività di Survival in difesa dei popoli indigeni.

Giorgio Fornoni ha presentato il suo documentario, già trasmesso dalla RAI nella trasmissione Report, “Diritto di esistere” che parla del conflitto fra il popolo Mapuche d’Argentina e la famiglia Benetton.

Nathan L. Hart ha raccontato la storia del suo popolo e di come, in pochi decenni, i Cheyenne siano stati espropriati delle loro terre. Ha raccontato dei massacri subiti ad opera dell’esercito degli Stati Uniti. Ha poi risposto alle molte domande che gli studenti presenti gli hanno posto e relative alla attualità che il popolo Cheyenne vive nell’America contemporanea.

Silvia Bagni ha spiegato come la nuova branca della giurisprudenza relativa ai Diritti della Natura sia nata sulla base delle istanze dei popoli indigeni che hanno partecipato al processo costituente che, nel 2008, ha portato l’Equador a dotarsi di una nuova costituzione che prevede la Natura come soggetto di diritto. Ha inoltre illustrato le diverse esperienze di questo in atto nel mondo: dalla Bolivia all’India.

eVenti Nativi 2018

Questi eventi erano stati preceduti, il 25 ottobre, da due lezioni tenute da Erwin Aguas Deumacan e Nathan L. Hart presso le facoltà di storia e antropologia dell’Università di Bologna e rese possibili dalla collaborazione fra l’Associazione Il Cerchio e alcune docenti dell’Università di Bologna.

Nathan L. Hart all'Università di Bologna

Nathan L. Hart all’Università di Bologna

 

 

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