SOSTEGNO A LUCHA INDÍGENA

Lucha-Indigena-ban UNA MINGA PER LUCHA INDÍGENA

Lucha Indigena Nro 92 2014Il periodico LUCHA INDÍGENA, il cui direttore è il “combattente sociale” Hugo Blanco, ha pubblicato il suo primo numero nel marzo del 2006 e tra poco arriverà al numero 100. Da allora esiste grazie al lavoro costante e volontario dei suoi redattori e collaboratori, e alle donazioni di persone solidali. Dal 2014, innanzi alla crisi che minacciava il periodico, compagni di vari paesi hanno organizzato una Minga (nella cultura indigena, un’azione collettiva per un bene sociale), che ha permesso a LUCHA INDÍGENA di continuare con forza rinnovata e un nuovo locale a Lima, la capitale del Perù.

Per questo motivo è stato pubblicato questo video sul lavoro dei suoi redattori: https://www.youtube.com/watch?v=ErGCTJuopIA

LUCHA INDÍGENA è l’unica pubblicazione stampata in Perù che racconta di tutti gli attacchi alla natura da parte delle multinazionali e delle lotte che i popoli indigeni, così come la popolazione contadina e urbana, devono affrontare per far rispettare i propri diritti nel perù di oggi. Hugo Blanco e i redattori di LUCHA INDÍGENA invitano cordialmente a collaborare al lavoro e finanziariamente tutti quelli che condividono i suoi obiettivi de ideali.

Carta Lucha Indígena.italiano 1

Carta Lucha Indígena.italiano 2

Sito: http://www.luchaindigena.com/

mail:luchaindigena@gmail.com

Lucha-Indigena-98-1L’ultimo numero del giornale: http://www.luchaindigena.com/wp-content/uploads/2014/10/Lucha-Indigena-98.pdf

Su fb:

https://www.facebook.com/pages/LUCHA-IND%C3%8DGENA/119174871507673?fref=ts

Per informazioni e donazioni: kiwani@iol.it

CHI È HUGO BLANCOimages

Hugo Blanco è da quasi mezzo secolo referenza e simbolo delle straordinarie lotte contadine nelle Ande peruviane. Nato a Cuzco nel 1934 fin da giovanissimo prende coscienza della situazione spaventosa in cui vivevano i contadini indigeni, servi della gleba negli sterminati latifondi, e abbandonati gli studi guida la grande occupazione di terre tra gli anni ’50 e ’60, che ha come conseguenza la prima riforma agraria nata dal basso nelle valli della Convención y Lares contribuendo ad aprire la strada alla riforma agraria nazionale, dopo 500 anni di regime feudale di colonato servil. Quest’immensa vittoria costa a Hugo la condanna a morte tramutata poi in 25 anni di carcere grazie all’enorme pressione internazionale diretta da J.P. Sartre e B. Russell. Resta in carcere per 9 anni: la libertà gli viene concessa dal governo “progressista” di Alvarádo, ma quando si rifiuta diluchaindigena collaborare con questo stesso governo, è costretto al primo dei suoi numerosi esili. Si reca in Argentina dove è nuovamente incarcerato a causa del suo passato. Partecipa attivamente in Cile al processo di cambiamento avviato da Unidad Popular, ma dovrà continuare a scappare a causa del golpe di Pinochet. Nel 1980 finalmente ha la possibilità di rientrare in Perù come deputato per Lima, e dà subito battaglia presentando un progetto di costituzione che non gli permisero di discutere. Continua a dedicarsi alla Confederazione Contadina del Perù (di cui era già membro e oggi ne è il presidente onorario) partecipando alla lotta per la terra: verranno recuperati 1.250.000 ettari per le comunità. Nel 1989 partecipa ad un grande sciopero contadino nella selva (Ucayali) e la repressione lo fa scomparire, ma la pressione internazionale attivata dai suoi compagni gli salverà nuovamente la vita. Nel 1990 è eletto senatore e diviene membro della Commissione sull’Ambiente, viaggiando molto per visitare le comunità contadine danneggiate dall’estrazione mineraria. I progetti in beneficio del popolo che presenterà in Senato verranno sempre scartati. All’auto-golpe di Fujimori è costretto a scappare in Messico per la condanna a morte. Oggi appoggia attivamente Lucha_indigena_76l’esperienza zapatista, come il CRIC colombiano e le lotte per l’acqua e contro la devastazione ambientale in America Latina. Ha fondato con il suo collettivo un mensile: Lucha Indigena; è impegnato politicamente con la popolazione di Cajamarca (nord est del Perù) e con i Fronti di Difesa Ambientale contro il progetto d’estrazione mineraria chiamato Conga, ed ha partecipato alla Grande Marcia Nazionale per l’Acqua e per la Vita, scesa dalle Ande fino a Lima.

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