Il Monte Graham e gli Apache

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MONTE GRAHAM: TI ABBIAMO DIMENTICATO?

Giovanni Panza

Sky Island è un termine in inglese che descrive l’ecologia e la morfologia di un certo tipo di montagna, intraducibile in italiano: isola in cielo?

Cosi viene definito da biologi e geologi il Monte Graham nel sud est dell’Arizona. Sky Islands sono massicci montuosi, tra i tre e quattro mila metri di altitudine, che si ergono isolati nei deserti nord americani dal Sonora all’Oregon, passando per l’Arizona, il New Mexico, lo Utah, il Colorado, la California ed il Nevada.

Circondati alle loro pendici da ambienti estremamente aridi, salendo i loro versanti tipicamente ripidi si passa da un bioma all’altro che diventano sempre più freddi e umidi con l’innalzarsi della quota. Coronati in cima da circoscritte foreste boreali di conifere. Queste foreste riescono ad innescare precipitazioni molto più frequenti che nelle zone circostanti, alimentando corsi d’acqua superficiali e le falde pedemontane. Il deserto che funge da barriera invalicabile e la stratificazione biologica determinata dall’altitudine hanno obbligato tante specie botaniche e faunistiche a rimanere intrappolate sul loro proprio massiccio e nella loro fascia particolare. RedSquirrels-1_479x314Da qui la ricca presenza di specie fossili, rare, endemiche ed in via di estinzione. Sul Monte Graham la specie rappresentativa di questa fragilissima biodiversità, diventata bandiera delle battaglie ambientaliste, è il Tamiasciuris Hudsonicus Grahamensis, lomount graham red squirrel 3 scoiattolo rosso. 

I biologi e idrologi messicani e statunitensi non ci hanno messo molto, nella seconda metà del secolo scorso, a capire la ricchezza e preziosità di queste isole nel cielo. Ovviamente, millenni prima di loro c’era chi era già giunto alla stessa conclusione, anche se per vie non-scientifiche, senza scopi di sfruttamento distruttivo delle risorse e con un approccio religioso a noi occidentali incomprensibile. I popoli indigeni di questi territori, dagli Yaquis agli Apache e gli Hopis, e tutti gli altri salendo verso nord, hanno da sempre utilizzato questi monti per la raccolta di erbe medicinali e di acque curative, e li hanno trattati come dimore delle loro divinità maggiori. Per loro tutte le isole celesti sono montagne sacre, luoghi a cui era dovuto il massimo rispetto, cioè bisognava starne alla larga, con l’accesso permesso solo agli iniziati ed a chi era alla ricerca di una visione mistica. La regola era cosi ferrea che anche tribù in guerra, se si incontravano in questi luoghi, deponevano le armi e si lasciavano in pace. Apache_chieff_Geronimo_(right)_and_his_warriors_in_1886

Le tribù atabasche, immigrate dall’estremo nord del continente prima di Coronado, come gli Apache, trovando il Monte Graham nel cuore del loro nuovo territorio, riconobbero subito la sua sacralità e lo nominarono: Dzil nchaa si an, Grande Montagna Seduta. Nel 1871 le varie bande di Western Apache dell’Arizona vennero internate nel campo di concentramento della riserva di San Carlos, ostentamente per salvargli “le penne” dalla pulizia etnica perpetrata dai primi mandriani statunitensi. La metà orientale del Monte Graham era allora parte della riserva. Nel giro di tre anni, però, con l’arrivo di coloni Mormoni, il monte e le fertili pianure alla sua base, furono espropriati e passati ai bianchi. Geronimo continuò la sua resistenza fino al 1886 e poi il mondo si dimenticò degli Apache in carne ed ossa, eccetto per quelli in cellulosa di Hollywood. Và ricordato che se tutto il sud ovest degli Stati Uniti non è oggi Messico, come era inizialmente, fu grazie alla ferocie guerriglia Yaqui e Apache che impedì per 300 anni ai messicani di controllare e popolare questo grande pezzo di continente. untitled-geronimodue

Fu solo nel 1992 che gli Apache tornarono alla ribalta internazionale, non certo grazie ad un film, ma perché uscirono dalla riserva per salvare la loro montagna sacra. Il nemico era quello di sempre, i così detti, dagli Apache, White Eyes, occhi bianchi. Un gruppo sui generis però: un consorzio di università statunitensi e scienziati italiani, tedeschi e vaticani. Astronomi che volevano e che poi sono riusciti a costruire in vetta due telescopi ottici ed un radio telescopio. Non lo sapevate che i confratelli di Bergoglio, i gesuiti, sono grandi astronomi da tanti secoli?! L’unica cosa che mancava ancora ai gesuiti era un telescopio di ultima generazione ed un osservatorio con migliore visibilità notturna di Castel Gandolfo. Entrambe le cose le trovarono in Arizona e non si fecero sfuggire l’opportunità. Lo stesso valse per l’Osservatorio di Arcetri di Firenze che costruì il Large Binocular Telescope, ed il Max Planck Institut che costruì il radio telescopio. Il coordinatore di questo grande progetto è la University of Arizona di Tucson. Il Monte Graham è certo meglio dell’Europa per l’osservazione astronomica, ma è un sito di bassa qualità se lo si compara ai migliori posti al mondo che sono sulle Hawaii ed in Cile. Fu scelto per la sua vicinanza a Tucson ed ai laboratori dello Steward Observatory dove vengono fabbricati gli specchi con metodi innovativi. 

Osservatorio vaticano

Osservatorio vaticano

Nei primi anni ottanta quando il progetto fu reso noto gli ambientalisti dell’Arizona diedero subito battaglia e presto si unirono a loro gli Apache di San Carlos. Allora non si erano mai visti bianchi e pellerossa sullo stesso lato delle barricate contro un nemico comune. Il conflitto durò trent’anni e costò valanghe di soldi e lunghissimi ritardi agli astronomi. Le cause legali, le proteste di piazza, gli arresti, furono innumerevoli. Gli astronomi dovettero ricorrere a due atti del congresso federale per annullare le leggi vigenti riguardanti la protezione ambientale. Le leggi sui diritti culturali furono completamente raggirate, e dannosissimi precedenti legali contro la libertà di religione dei popoli indigeni furono sanciti dai tribunali. Si era creato un movimento trasversale nazionale negli Stati Uniti che accomunava le più importanti organizzazioni ambientaliste, indigene e cristiane. Tutte le università che facevano parte del consorzio subirono sollevazioni studentesche ed alcune si ritirarono.5

In Italia gli Apache approdarono nel 1992 e fino al 2000 mandarono delegazioni nel nostro paese un paio di volte all’anno. Queste delegazioni girarono tutta l’Italia attirando folle dovunque parlavano ed incontrando politici di ogni livello, dal Presidente della Repubblica (Scalfaro) a quelli del parlamento, delle regioni e delle province. Senatori, deputati, sindaci, sindacalisti, tutti ricevevano gli Apache facendo con loro appelli al governo, al Papa ed alla comunità astronomica. La stampa e televisione coprivano sempre gli eventi con gli Apache. In quegli anni furono presentate ben cinque interpellanze parlamentari che approdarono sempre in un nulla di fatto. I gruppi di appoggio alla causa Apache furono tanti e di tutti i tipi. Anche il Parlamento Europeo e l’ONU furono costretti ad affrontare la questione.

Large Binocular Telescope

Large Binocular Telescope

Nonostante le difficoltà e l’imbarazzo causati agli astronomi che dovettero fare intense campagne di propaganda e manipolazione del sistema politico, la mucca sacra della scienza ebbe l’ultima parola. L’astronomia viene fatta passare come scienza pura, ma questa battaglia rese ovvio a tutti che gli astronomi sono al servizio dei militari e non della conoscenza, e che gli scienziati sono disposti a distruggere l’ambiente, calpestare i diritti e sbeffeggiare le religioni dei popoli indigeni pur di ottenere i loro esclusivi obbiettivi. Il Max Planck in Germania ed Arcetri in Italia si rivelarono veri intoccabili al disopra della legge. Woityla fu il colonizzatore medievale che abbiamo conosciuto ed i gesuiti i più accaniti di tutti nell’aggredire e voler eliminare la religione Apache.

Oggi l’Arizona è devastata da una terribile siccità che non molla da quindici anni. Le foreste di media ed alta quota sono così indebolite che vengono massicciamente divorate dagli insetti. Giganteschi incendi forestali spazzano via quel che è ancora in piedi. Così è anche sul Monte Graham. Lo scoiattolo rosso c’è ancora ma in numeri sempre più esigui.

Molti degli anziani che hanno avviato e guidato il movimento negli Stati Uniti sono morti (di anzianità) in questi ultimi due anni. Peter Warshall, il biologo che conosceva l’ecologia del Monte Graham e lo scoiattolo rosso meglio di tutti. Keith Basso, il rinomato antropologo principale esperto della cultura dei Western Apache. Bob Witzeman, il medico in pensione cuore archivistico del movimento che ci bombardava con continui documenti di aggiornamento. Ola Cassadore e suo marito Mike Davis i due vecchietti senza paura che dicevano come stavano le cose a tutti i potenti che hanno incontrato ed erano sempre in prima fila in tutte le proteste e occupazioni.

Gli ambientalisti statunitensi sono ancora attivi per il Monte Graham e gli Apache, guidati da Wendsler Nosie, continuano a ricordare agli astronomi che loro ci saranno sempre a lottare per sloggiarli. La Corsa Sacra che si tiene ogni luglio in Arizona continua e spesso connette il Monte Graham con altri luoghi sacri della zona sotto attacco.

Noi italiani abbiamo percepito la costruzione dei telescopi come un atto definitivo e dal 2000 non abbiamo fatto più nulla per i nostri amici montanari del deserto. Anche a casa nostra ci sentiamo inermi davanti alla cementificazione selvaggia e prevaricatrice che distrugge il territorio ed a tutte le altre forze che continuano a ridurre in modo esponenziale la biodiversità. Il movimento di autentica democrazia partecipata più importante di questo nuovo secolo, il referendum per l’acqua pubblica, non è stato riconosciuto e rispettato da tutti i nostri governi.

Il gesuita Bergoglio sembra dare l’impressione di essere più ecumenico dei suoi recenti predecessori. Ma in tutto il mondo le religioni più numerose si danno all’intolleranza ed al fanatismo, come i cristiani evangelici, l’Islam sunnita, i buddisti di Ceylon e del Burma e gli induisti oggi al potere in India. Le religioni più antiche del mondo, quelle animiste/panteiste, dei minuscoli popoli indigeni sopravissuti agli ultimi 500 anni di genocidio, dopo un breve periodo di rinascita, sono di nuovo a rischio estinzione. La lotta per i diritti umani, religiosi e territoriali di questi ultimi popoli “fossili” del neolitico, hanno risvegliato una spiritualità che è parte anche della nostra storia antica europea. Sedentarietà, urbanizzazione, civiltà, imperi, nazioni ed adesso il neoliberismo economico globale, ci hanno costretti a dimenticare la parte più lunga della nostra esistenza di homo sapiens.

A forza di massacri, omologazione culturale e devastazione ambientale, ci siamo dimenticati chi eravamo e quanto piccolo e fragile è il nostro pianeta. Come gli Apache possiamo continuare a perdere le battaglie, ricordandoci però che la lotta deve continuare, se non nella nostra nelle prossime generazioni.

More info:

MOUNT GRAHAM COALITION: http://www.mountgraham.org/

Chronology of Apache opposition to astronomy development on Mt. Graham: http://www.mauna-a-wakea.info/maunakea/H1_chronology.html

Spirit Runners fight to save sacred sites: http://www.silverbelt.com/v2_news_articles.php?story_id=6233&page=77

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