MINACCE ALLE AUTORITÀ ANCESTRALI MAPUCHE

ANCORA MINACCE ALLE AUTORITÀ ANCESTRALI MAPUCHE

Dall’inizio del 2013 assistiamo ad un vero e proprio attacco, da parte dello Stato cileno, alle autorità ancestrali mapuche. A questo fanno seguito minacce di stampo criminale e mafioso da parte di sedicenti gruppi paramilitari, ad esempio il “Comando Hernán Trizano”. Come le ultime minacce ricevute dal werkén (portavoce) Francisco Vera Millaquén, che abbiamo conosciuto quando è venuto in Italia nel 2009, come relatore sulla situazione del popolo mapuche, nel convegno “eVenti Nativi” a Roma, e con cui da allora abbiamo mantenuto i contatti e seguito il suo incessante lavoro di difesa dei diritti dei mapuche-huilliche.
Nel 2012 la sua comunità, Pepiukelen, ha ospitato le osservatrici dell’associazione Il Cerchio. Francisco negli ultimi anni è stato il bersaglio di numerose minacce di morte, a causa della sua attività e in particolare della lotta contro le multinazionali salmoniere che si sono istallate nel sud, usurpando i territori costieri mapuche con la connivenza dei vari governi. All’inizio di luglio Francisco ha ricevuto un nuovo messaggio minatorio, questa volta con un linguaggio di autenticamente mafioso e ancora più vigliacco in quanto minacciano di colpire le sue figlie, se non si fosse allontanato dal territorio di Pargua.

Di seguito pubblichiamo la lettera di sostegno al werkén che abbiamo inviato alle varie autorità politiche il 17 luglio, senza finora ricevere alcuna risposta.

All’attenzione delle autorità cilene e degli organismi per i diritti umani

(segue elenco indirizzi)

Stimati Signori e Signore,

Le organizzazioni IL CERCHIO onlus (Italia) e CEDHPA onlus (Svezia), con relativa personalità giuridica in entrambi i paesi, la cui finalità è appoggiare i popoli indigeni dell’America Latina, e particolarmente il popolo mapuche huilliche nel sud del Cile, insieme al Prof. Federico Lenzerini, Professore di Diritto Internazionale dell’Università di Siena (Italia) – si rivolgono a Voi in riferimento alle gravi minacce che hanno ricevuto il signor FRANCISCO VERA MILLAQUÉN, Werken (portavoce) della Comunità Mapuche Huilliche “Pepiukelen” di Pargua (X regione de Los Lagos, Territorio Futahuillimapu, Cile) e le sue figlie, il giorno 9 di luglio, in un messaggio sulla pagina Facebook del Werken, da parte di una certa “Mariane Sanhueza Ortis”.

Le figlie del Werken vivono temporaneamente a Concepción, per cui egli non si trova nelle condizioni, in questo momento, di fornire loro la migliore protezione.

Per questo motivo data la gravità delle minacce, giovedì 11 luglio il Werken ha esposto denuncia al Procuratore Generale, e il Sig. Marcelo Javier Sambuceti Correa, Sostituto Procuratore Capo della Procura Locale di Puerto Montt, ha ordinato al Capo dell’Unità di polizia del 1° Commissariato dei Carabinieri di Concepción di “realizzare ronde periodiche al domicilio delle vittime, per 30 giorni dal ricevimento del presente ordine”

Sebbene sia stata decretata una misura di protezione per le figlie del Werken, questa misura ci sembra assolutamente insufficiente per garantire un’effettiva protezione delle vittime:

  • non c’è stata informazione di ricezione di tale ordine;

  • non è specificata quale debba essere la frequenza della ronda;

  • non è specificato quale debba essere la periodicità con cui dev’essere informato il Procuratore;

  • la prima ronda all’indirizzo indicato è stata realizzata solo il giorno 17 luglio: considerando la serietà del caso, a noi sembra innammissibile che l’esecuzione dell’ordine abbia avuto inizio solo sei giorni dopo.

Pertanto, sollecitiamo informazioni circa il motivo dei problemi o difficoltà inerenti alla sua esecuzione.

il werkén Francisco Vera Millaquén

Segnaliamo inoltre l’assenza senza preavviso del Sig. Jaime Alberto Brahm Barril, Intendente del Ministero degli Interni e Pubblica Sicurezza per la X Regione de Los Lagos, ad un appuntamento che lo stesso Werken aveva fissato con il segretario esecutivo per il mercoledì 17 luglio 2013 alle ore 12.00.

Stimati Signori e Signore, rispetto a questo caso, non possiamo fare altro che porre in evidenza ciò che denunciamo periodicamente: il Cile, attraverso i suoi vari apparati statali, non dimostra la minima disponibilità al dialogo. Questo si evidenzia attraverso la negligenza nel procedimento corretto rispetto ai differenti casi in cui si ignora o si ritarda la risposta e/o i provvedimenti rispetto alle diverse richieste, così come sono state ripetutamente respinte le delegazioni delle autorità mapuche, come nel caso delle autorità mapuche huilliche di Pilmaiken.

Esprimiamo anche la nostra più profonda preoccupazione per il contenuto del messaggio intimidatorio contro il Werken, rivendicato dal gruppo paramilitare conosciuto come “Comando Hernán Trizano”, come dichiarato dall’interessato.

In differenti occasioni, alcuni supposti membri di questo gruppo hanno fatto dichiarazioni pubbliche (hate speech) e atti razzisti e violenti molto espliciti, di fronte all’indifferenza dei funzionari pubblici; ed è stata comprovata la presenza di un vero arsenale domestico al domicilio di almeno uno di essi.

industria salmonera in territorio mapuche

Le nostre organizzazioni drnunciano con determinazione che le autorità ancestrali e coloro che lottano per i Diritti umani nel sud del Cile (come in questo caso un Werken che è insegnante di lingua e cultura mapuche e si occupa di assistenza giuridica e attivismo contro le imprese salmoniere) sono doppiamente vessati, non solo perché lottano per i propri diritti ancestrali, ma perché anche le loro famiglie, in questo caso le tre figlie, diventano a loro volta vittime della repressione sistematica tanto dello stato quanto di gruppi paramilitari. Noi dichiariamo che questi fatti sono inaccettabili. Tutto questo è il risultato del clima di discriminazione e impunità che ancora regna nel paese.

Vi ricordiamo che, poiché lo Stato del Cile ha sottoscritto dei trattati internazionali, gli obblighi che derivano allo Stato sono, tra gli altri:

  • prendere misure concrete e efficaci per proteggere il Werken Francisco Vera Millaquén e la sua famiglia;

  • mettere fine all’impunità: cominciare inmediatamente un’investigazione esaustiva e imparziale sui fatti, con il fine di perseguire qualunque persona sia responsabile;

  • prendere misure concrete per garantire che il Werken Francisco Vera Millaquén – e tutte le persone che svolgono attività per la difesa dei Diritti Umani, con particolare attenzione ai diritti dei popoli ancestrali – possano realizzare la propria attività in totale sicurezza e libertà, senza ricevere minacce nè molestie di nessun tipo;

  • dimostrare all’opinione pubblica, chiaramente e senza ambiguità, che simili comportamenti, e qualunque azione o discorso che costituisce una violazione dei Diritti Umani, non saranno tollerati.

Ringraziandovi per l’attenzione Vi salutiamo

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