PERÙ: RITORNO IN CARCERE DI FUJIMORI

di Hugo Blanco Galdos

Approfittando della notte di Natale il Presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski (PPK) ha liberato l’ex dittatore Alberto Fujimori, in carcere per omicidio plurimo. La notte di Natale è detta “Notte di Pace, notte d’Amore” e il dono natalizio di PPK al popolo peruviano è stato quello di liberare il simbolo della guerra contro il nostro popolo e dell’odio contro di esso. A partire da questo momento, a Cusco, dove mi trovavo, a Lima e in altre città, la gente è scesa in strada abbandonando la cena di Natale. A Lima, la capitale, la manifestazione ha tentato di raggiungere il Palazzo del Governo, ma di fronte al rifiuto della Polizia si è diretta alla residenza presidenziale. I video mostrano i manifestanti che spingono contro gli scudi dei poliziotti.0

Il giorno di Natale a Cusco la gente è scesa di nuovo in strada e per il giorno seguente è stata convocata una riunione nel locale della Federazione dei Lavoratori di Cusco. Durante la riunione è stato nominato un corpo direttivo per la continuazione della lotta per il ritorno in carcere di Fujimori, si prepara uno sciopero regionale e si lotterà per uno sciopero nazionale. Vi sono state manifestazioni di protesta in varie città. L’ex ministro della Giustizia Marisol Pérez Tello ha dichiarato che all’ex Presidente peruviano non spetterebbe un indulto comune in quanto è stato condannato per crimini considerati di lesa umanità. Pertanto il Presidente ha nominato un nuovo ministro, Enrique Mendoza, affinché liberasse Fujimori, questi ha cambiato la Commissione di Grazia Presidenziale. Hanno nominato una commissione medica di cui fa parte il medico del reo, che ha definito “grave” la salute di Fujimori. Il popolo peruviano ritiene che questo sia un tradimento, perché PKK è stato eletto proprio affinché la figlia del dittatore non diventasse presidente, poiché avrebbe liberato il padre. La legge peruviana impedisce di porre in libertà an detenuto quando c’è un processo in corso: ovvero il caso del massacro di Pativilca. Pertanto la libertà di Fujimori è illegale.1

Che cosa ha significato il Fujimorismo?

Nel 1990 i candidati erano Mario Vargas Llosa e Fujimori. Il programma economico di Vargas era neoliberale, contro quest’ultimo il Perù ha votato per Fujimori. Una volta al potere Fujimori ha praticato la politica proposta da Vargas Llosa. Ha privatizzato le imprese pubbliche. La notte del 5 aprile 1992 Fujimori mandò un messaggio alla nazione in cui annunciava di avere preso il controllo del Parlamento della Repubblica, del Potere Giudiziario e alla sede della Magistratura. Mentre veniva trasmesso il discorso in televisione, truppe dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica giunsero al Parlamento della Repubblica, al Potere Giudiziario e la sede della Magistratura, tra le altre, per assumerne il completo controllo. In tutto ciò, presero il controllo anche della Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù (CGTP) e di altri sindacati.

I fatti accaduti immediatamente dopo il messaggio alla nazione furono diffusi solo dai mezzi di comunicazione internazionali. Membri delle forze armate entrarono nelle sedi dei canali televisivi e delle emittenti radiofoniche e li obbligarono a continuare a mandare in onda le trasmissioni normali, senza informare in merito a ciò che stava accadendo nelle istituzioni statali e nelle strade. Il governo decretò il coprifuoco e diede inizio a una serie di arresti nei confronti di imprenditori e politici.

Il Potere Giudiziario e la Magistratura furono posti al suo servizio. Con i soldi di tutti i peruviani diede impulso alla “stampa addomesticata” al suo servizio. Ha fatto studiare i suoi figli nelle costose università degli Stati Uniti con il denaro del popolo peruviano. I suoi familiari hanno rubato il denaro inviato dal Giappone per la gente povera. Sua moglie, Susana Higuchi, denunciò tutto questo. Per tale ragione Fujimori fece imprigionare e torturare sua moglie. Sua figlia Keiko accetto di essere nominata “prima dama” al posto della madre imprigionata e torturata.

Obbligò donne indigene a essere sterilizzate in modo forzato per sterminare la nostra razza. Cambiò la Costituzione al fine di essere rieletto. Comprò alcuni politici, come si vede in un video del suo consigliere principale. Organizzò gruppi di assassini mercenari come il gruppo Colina, che massacrò studenti e un professore dell’Università La Cantuta. Il gruppo Colina massacrò alcune persone anche a Barrios Altos.

Il caso Pativilca anzi menzionato, si svolse così: i membri del gruppo Colina sequestrarono John Calderón Ríos (18), Toribio Ortiz Aponte (25), Felandro Castillo Manrique (38), Pedro Agüero Rivera (35), Ernesto Arias Velásquez (17) y César Rodríguez Esquivel (29). Dopo la cattura, li torturarono con bruciature di saldatore in varie parti del corpo, incluso l’ano; e poi li presero a calci. Dopo di ciò li hanno assassinati con un colpo di pistola al capo a ognuno e hanno gettato i loro corpi in un canneto.

   Rinuncia2

È apparso un video che mostrava il suo consigliere Vladimiro Montesinos (ora recluso) mentre comprava un politico dell’opposizione. Fujimori annunciò che sarebbero state indette le elezioni, ma che lui non si sarebbe candidato. Poi si recò nel Brunei, al Forum della Cooperazione Economica Asia Pacifico (APEC), da lì rinunciò alla presidenza via fax. Poi partì per il Giappone, poiché essendo figlio di giapponesi è anche cittadino giapponese, quel paese non lo avrebbe deportato in Perù. Prima delle elezioni in Perù del 2006 viaggiò in Cile, perché i suoi sostenitori gli dissero che l’appoggio della popolazione peruviana era forte. Alla richiesta di estradizione del Perù per i crimini del suo governo, il Cile lo estradò. Fu incarcerato per i massacri di La Cantula e Barrios Altos.

   L’Indulto

E’ un indulto politico. Quando il Parlamento ha votato per l’impeachment di PPK, Fujimori ha telefonato ai suoi sostenitori chiedendo di votare contro. Per ricompensarlo, PPK gli ha concesso l’indulto. L’indulto è illegale perché ora esiste l’accettazione dell’estradizione per altri crimini: la risoluzione della Corte Suprema del Cile, che ha approvato all’unanimità l’ampliamento dell’estradizione di Fujimori, dà la facoltà al Potere Giudiziario del Perù di avviare un processo per il cosiddetto caso Pativilca. La legge peruviana impedisce la libertà a un detenuto qualora vi sia processo in corso. A motivo di ciò, la liberazione di Fujimori è illegale.

   Internazionale

Alcune organizzazioni a favore dei diritti umani hanno richiesto udienza alla Corte Internazionale dei Diritti Umani che si svolgerà a febbraio 2018. L’Ufficio regionale per il Sudamerica dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (ACNUDH), la Fondazione per il Processo Dovuto (DPLF), il Centro per la Giustizia e il Diritto Internazionale (CEJIL) e l’Ufficio di Washington per gli Affari Latinoamericani (WOLA), ritengono che si stanno violando le norme internazionali dei Diritti Umani. La Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDDHH) convoca l’udienza, e segnala che la partecipazione del suo medico personale nella commissione medica influenza l’imparzialità del processo e che il diritto di grazia impedisce di processarlo per il caso Pativilca. L’udienza straordinaria della Corte Internazionale dei Diritti Umani si svolgerà il 2 febbraio prossimo. Il tribunale sovranazionale ha avvisato che, concedendo l’indulto, PPK ha violato gli obblighi internazionali.

   Dimissioni per protesta contro l’indulto

A causa dell’indulto tre funzionari del Ministero della Giustizia hanno dato le dimissioni. Si è dimesso il direttore generale dei Diritti Umani del Ministero della Giustizia. Il Prefetto di Moquegua (la più alta carica politica a livello dipartimentale), Paulina Lourdes Cano Oviedo, ha rinunciato al suo incarico ed è uscita dal partito di governo. Il Ministro della Cultura Salvador del Solar ha rinunciato. Tre parlamentari del partito del Presidente sono fuoriusciti dal partito.

3Continuano le mobilitazioni popolari 

Arequipa, Cusco, Puno e Tacna continuano a protestare. I comitati popolari di Puno dichiarano che PPK è un traditore e scenderanno in piazza. Dicono: “Il fujimorismo è giunto al potere grazie a PPK. Se ne devono andare tutti!”, riferendosi ai politici corrotti. Al nord si sono mobilitate anche Chiclayo, Trujillo, Chimbote e Piura. La Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù valuta la possibilità di indire uno sciopero nazionale.

Traduzione a cura di Riccardo Pellegrini, che ringraziamo per la collaborazione.

Aggiornamento (15.01.2018): mentre continuano in tutto il paese le massicce manifestazioni di protesta contro la grazia a Fujimori, che vedono scendere in piazza migliaia di persone in tutte le città del paese, l’ex dittatore è stato ricoverato in una clinica per esami medici.

Lucha Indígena 137

È uscito il nuovo numero della rivista peruviana Lucha Indígena, con articoli su varie lotte e proteste indigene in America Latina e non solo. In particolare, in questo numero, alcuni articoli sulle mobilitazioni contro l’indulto a Fujimori, come quello riportato sotto, relativo alle sterilizzazioni forzate.

Scarica qui il pdf: Lucha Indígena 137

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PERÙ: INCONTRO DI DONNE CHE HANNO SUBITO LA STERILIZZAZIONE FORZATA

Nei giorni 30 novembre e 1 dicembre l’Organizzazione Nazionale delle Donne Indigene Andine e Amazzoniche del Perù (ONAMIAP) ha organizzato il convegno “Sterilizzazioni forzate: donne indigene alla ricerca di verità, giustizia e riparazione”, a Bambamarca – Cajamarca. “Io avevo 22 anni e mi portarono via con l’inganno. Dopo otto giorni hanno dovuto farmi vari tagli e operazioni perché mi si era infettata la ferita. Ancora oggi sento dolore” è la testimonianza di una delle più di 40 donne che si sono date appuntamento nella città di Bambamarca per partecipare al convegno. Questo convegno era diretto alle donne che furono vittima di sterilizzazione forzata ordinata da Alberto Fujimori delle diverse comunità di Bambamarca, situata nella provincia di Hualgayoc (Cajamarca), ed è stato organizzato con l’obiettivo di creare uno spazio per lo scambio di esperienze e l’elaborazione di proposte, oltre che per difondere informazioni alle partecipanti sul  Registro de Víctimas de Esterilizaciones Forzadas (Registro delle Vittime delle Sterilizzazioni Forzate – Reviesfo). Per due giorni, le donne hanno condiviso le proprie testimonianze sulla lotta per avere giustizia per il crimine di lesa umanità che è stato commesso contro di loro durante il governo di Alberto Fujimori. Inoltre, hanno ricevuto informazioni sui differenti fatti che sono accaduti dall’implementazione del Programma Nazionale di Salute Riproduttiva e Pianificazione Familiare fino ad ora, e sui risultati raggiunti dal Reviesfo. Alla fine dell’evento, le partecipanti hanno stabilito di rinforzare la loro organizzazione e continuare insieme il cammino per ottenere giustizia e riparazione.da parte sua, ONAMIAP si è impegnata a negoziare con il Ministero di Giustizia la realizzazione di una campagna itinerante che permetta di iscriversi al Reviesfo. Le donne che hanno partecipato a questo spazio sono membri della Associazione delle Madri Colpite dalle Sterilizzazioni Forzate di El Tambo, recentemente fondata, che riunisce 110 donne delle comunità e centri abitati di Bambamarca.

Le lingue indigene in Perù

Nel 2016, con il Decreto Supremo n. 004-2016-MC è stato approvato il Regolamento della Legge n. 29735, approvata nel 2011, che regola l’uso, la conservazione, lo sviluppo, il recupero, la promozione e la diffusione di tutte le lingue originarie del Perù. Il Regolamento mira a garantire i diritti linguistici dei cittadini autoctoni, così come previsto negli accordi internazionali sottoscritti dal Perù, come la Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Attraverso questo Regolamento, lo Stato peruviano stabilisce disposizioni specifiche per la promozione dell’uso delle lingue indigene nella sfera pubblica e privata e l’esercizio dei diritti linguistici dei loro parlanti. Stabilisce anche l’ufficialità delle lingue native nei luoghi in cui predominano, il che richiede allo Stato, attraverso le sue diverse organizzazioni, di garantire l’accesso alla salute, alla giustizia e all’istruzione, nella lingua degli oltre 4 milioni di peruviani indigeni.

La Legge riconosce che le lingue indigene sono una parte importante del patrimonio culturale della nazione e di ciascuna delle popolazioni indigene che le parlano. La loro valorizzazione e il loro uso fanno parte delle politiche per promuovere la diversità, l’interculturalità e l’inclusione sociale. Il Ministero della Cultura, attraverso la Direzione delle lingue indigene, ha la responsabilità di promuovere e attuare azioni per lo sviluppo e l’uso delle lingue native delle popolazioni indigene del paese, incoraggiandone l’apprendimento, nel quadro della Legge, della Costituzione, della Dichiarazione Universale dei Diritti Linguistici e delle relative normative nazionali e internazionali.

Ma ad Amadeo Garcia non è rimasto più nessuno con cui parlare nella sua lingua madre, il Taushiro, di cui è l’ultimo parlante vivente. Lui e i suoi quattro figli sono gli ultimi Taushiro rimasti, ma i suoi figli conoscono solo pochissime parole della lingua paterna. I Taushiro erano indigeni originari del Perù settentrionale che sono stati decimati dalla malaria, dai conflitti con i raccoglitori di gomma e dalle fuoriuscite di petrolio e altri elementi tossici nei fiumi.

Amadeo Garcia

Amadeo Garcia

Anche Pablo Andrade, l’ultimo vivente a parlare il Resigaro, ha visto svanire il suo popolo e la sua lingua. C’erano trentasette Resigaro dieci anni fa. Ma si sono tutti sposati in un gruppo etnico più grande, quello degli Ocaina, e hanno rinunciato a parlare la loro lingua madre. Continua a leggere

CARTA ABIERTA AL SEÑOR LUCIANO BENETTON

CARTA ABIERTA AL SEÑOR LUCIANO BENETTON (EN ESPAÑOL)

Quien le escribe es la asociación “Il Cerchio”, una asociación italiana que por más de 22 años trabaja en la apoyo a los pueblos indígenas de todo el mundo.

Leímos la entrevista publicada en “La Repubblica” del 30 de noviembre, firmada por Francesco Merlo, y captamos que después de los negativos resultados de su empresa, usted fue obligado a regresar en primera persona a la conducción de la misma, disponiéndose ahora a una reconstrucción basada en ideas fuertes e innovativas.

lb-espA tal efecto, le pedimos si tales ideas fuertes e innovativas también estarán en la base de la gestión de las tierras en Argentina de las cuales su empresa reivindica la posesión, tierras que sin embargo desde siempre han pertenecido al pueblo Mapuche, que en aquellas tierras vivía y vive desde siglos,antes que su empresa las adquiriera en los años 90.

Los Mapuche reclaman desde siempre su restitución,como está previsto, por otra parte, en la misma legislación argentina (en la Constitución, art. 75, y en las leyes 233302 y prorroga 26554, Decreto 1122/07). El modo en el cual estas tierras fueron pasadas de los Mapuche a la República Argentina y luego a su empresa es aquello en lo cual históricamente fueron realizadas las colonizaciones en Sudamérica. Continua a leggere

BENETTON, PERCHÉ NON RISPONDI?

Il 12 dicembre abbiamo pubblicato sul nostro sito una lettera aperta a Luciano Benetton, riguardo alla repressione delle comunità Mapuche che rivendicano il proprio territorio ancestrale ora di proprietà della sua azienda. La lettera gli è stata inviata, ma rimane finora senza risposta.lb

Di cosa ha paura il signor Benetton?

Ha paura della verità? Delle conseguenze economiche per la sua azienda di tutta questa vicenda? Di assumersi responsabilità almeno morali della repressione delle comunità Mapuche? Forse spera che, rimanendo in silenzio, le acque si calmino e la vicenda sia dimenticata. Mentre il lonko Facundo Jones Huala rimane in carcere, insieme a tanti altri Mapuche, la violenza si fa sempre più feroce e si aspetta giustizia per i vili assassini di Santiago Maldonado e Rafael Nahuel… Ma non c’è pace senza giustizia. Non c’è oblio, né perdono.

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LETTERA IN SPAGNOLO: Carta abierta a Benetton

LETTERA IN ITALIANO: Lettera a Benetton

La lettera è stata ripresa anche da numerosi media indipendenti, che ringraziamo, e diffusa sui social:

– Il Manifesto, lettere al giornale, in data 15 dicembre

– Informazione Libera: https://www.facebook.com/informazionelibera0/?hc_ref=ARQ4UqQQ5jkM7g9IblmE5ZWMRrFrbx0BG09o0Jgd7J-b54yngnv2l6LOS_ACNlZjAG4&fref=nf

– Pressenza international press agency, redazione italiana: https://www.pressenza.com/it/2017/12/lettera-aperta-luciano-benetton-dellassociazione-il-cerchio/

– Osservatorio  Repressione – rete europea: http://www.osservatoriorepressione.info/lettera-aperta-al-sig-luciano-benetton/

– La bottega del Barbieri: http://www.labottegadelbarbieri.org/lettera-aperta-al-sig-luciano-benetton/

– comune.info: https://comune-info.net/2017/12/lettera-aperta-al-sig-luciano-benetton/